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Temporary portraits

Giuseppe

12/6/2025

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Giuseppe Riccioni [47], Fiastra (MC), 12 giugno 2025
​​Ciao a tutti, buongiorno. Sono Giuseppe Riccioni, sono di Ussita e il prossimo 11 ottobre sono arrivato a 48 anni. Allora, eh momentaneamente, ma non solo momentaneamente, siamo a Fiastra, quindi altro comune dei Monti Sibillini e riprendiamo un discorso concluso, quasi mi viene da sorridere, eh nel marzo o aprile 2018. Eh, apro una parentesi, eh, dopo ormai 9 anni dall’agosto 2016, eh… stasera… eh… avremo la riunione finale per  il progetto di ricostruzione anche della mia casa. Lo volevo dire. E niente, come dicevo, ci siamo lasciati nel 2018, vivevo a Frontignano, vivevo anch'io un po' in giro come più o meno tutto il popolo del centro Italia. Ed eccoci qua dopo 7 anni per parlare ancora e capire come il gioco trova le differenze. Vabbè, la mia vita è cambiata veramente tanto. Eh, prima bella notizia ehm aver trovato un po' di stabilità qui in Val di Fiastra, San Lorenzo di Fiastra, con la mia compagna. Seconda cosa bella, c'è anche un cane, una cagnetta che si chiama Nilde, forse tra poco l'ascolteremo, non lo so, sta di fuori e per il resto eh ho fatto un cambio veramente radicale della della mia vita. Mi ricordo nel 2018 abbiamo parlato di tante cose. Mi ricordo di aver detto non parliamo di terremoto ma poi alla fine parlavamo di terremoto e di tutta la fase emergenziale anche a causa, o meglio, a causa di quello che era il mio lavoro precedente. Oggi ho scelto di fare una cosa diversa di stare in natura il più possibile. Non faccio più il tecnico, non faccio più il dipendente dell'ufficio tecnico, ma sono una guida escursionistica, mi occupo di di accompagnare le persone in montagna, comunque all'aria aperta più possibile durante tutto l'arco dell'anno e non mi sembra ancora vero di aver fatto un cambio così radicale e così importante. Eh, che tra l'altro non è stato nemmeno né veloce né indolore per certi versi. Comunque 2024 o meglio 2025, scusate, ehm sto cercando di riassumere questi 7 anni in 30 secondi e non è e non è facile perché comunque sono successe un sacco di cose, ci sono stati di mezzo tutta l'aspetto dei dei lockdown, del Covid, quindi isolamento su isolamento, emergenza nell'emergenza anche lì, permettetemi una battuta, il fatto di essere già dal 2016 in un'emergenza, il lockdown e tutto il resto è stato anche piuttosto semplice da gestire, vista visto l'approccio che avevamo già con tutto, soprattutto nel… nell'Altonera, nelle zone e epicentrali, diciamo, della della provincia di Macerata rispetto al terremoto e sono cambiate tante cose, sono cambiate tante dinamiche, sono cambiate i paesi e non ci sono più un sacco di… di persone, no?, tra cui il mio papà. Ehm, che dire? Il tempo è molto veloce, soprattutto quando ci si ritrova in questa fase della vita è veramente tutto troppo veloce. Ehm, sembra strano. No, che sono già passati quasi 10 anni, un altr’anno saranno 10 anni da quel mese di agosto prima… e poi diciamo ottobre nell'autunno dove noi siamo stati colpiti da… da sto terremoto. Come sembra quasi assurdo parlare ancora di terremoto a distanza di 10 anni. Passato tanto tempo problemi diversi, problematiche dilatate nel tempo, problematiche che si dilateranno per altro lungo tempo. Questo è un po' il mio punto di vista, per non fare solo discorsi negativi, non possiamo dire che negli ultimi tre o quattro anni non ci sia movimento rispetto alla ricostruzione. Come dicevo, cambiano delle dinamiche, cambiano gli attori di queste dinamiche, quindi che ne so, ci ritroviamo tanti cantieri, delle attività locali che comunque sicuramente beneficiano anche di questa presenza di… di cantieri, di operai, di tecnici e quant'altro e dall'altra parte i nostri paesi, passatemi il termine, ho come la sensazione che ci troviamo in un territorio di predazione… Territorio di predazione perché i numeri sono sproporzionati. Il vero terremoto è per certi versi ora. Siamo stufi, siamo stanchi e forse siamo anche poco propensi a una accettazione delle… delle dinamiche quotidiane, appunto paese che fa 300 residenti più o meno più o meno sulla carta, oggi si ritrova ogni giorno 5-600 persone che vanno lì per lavorare in maniera, un po' un fenomeno del pendolarismo per certi versi, con tutte le dinamiche di… di un paese piccolo e ipercongestionato da… da ragazzi giovani che lavorano, che per forza di cose in parte sfogano anche le loro, viene da dire, la loro la loro giovinezza e le loro le loro necessità. Non è proprio semplice. E forse proprio in questo momento c'è la la sensazione dell'aspetto predatorio. Io lo vedo con… facendo l'esempio su me stesso, non ho più nemmeno la voglia di di controllare, di stare attento su quello che sono… le proprietà della famiglia, con mio fratello, eccetera eccetera, ma perché perché c'è una cosa fondamentale, anno per anno passa veramente lo lo stimolo, la voglia, l'energia soprattutto di quello che è… di quello che pensavamo quasi dieci anni fa. Mmmhhh. Faccio una battuta, sono stato convinto per anni, dal 2016 di essere parte di un gruppo di persone giuste al posto giusto, non che non lo pensi più, però è diverso, ti devi per forza, col passare del tempo, tutelare, ti devi per forza tutelare anche a livello proprio tecnico, pratico. È tutto un… un principio di condivisione che, detta così, sembra elegante e facile da applicare, poi in realtà nella realtà non è non è stato facile, non è facile tutt'ora. Così. E… per il resto, per il resto, per il resto… fortunatamente le le strutture temporanee nei vari paesi, nelle varie, nei vari piccoli centri ancora reggono abbastanza bene. Sono diventate parte del… dell'urbanistica locale, del… della dialettica locale. Parliamo ancora per acronimi, SAE (Soluzione Abitativa in Emergenza) eccetera eccetera. Apro una parentesi, mi ha mi è capitato per il per il mio lavoro di ora di fare la guida, di accompagnare delle persone tra la parte marchigiana del centro Italia fino in Abruzzo all'Aquila. E la cosa, passatemi il termine, simpatica, eh, arriviamo in quelle zone abruzzesi dove loro non hanno solo le SAE del terremoto del 2016, hanno a addirittura i map del terremoto del 2009, no? Che di fatto sono le stesse stesse cose con nomi e acronimi diversi. Eh, siamo è quasi esilarante sta cosa, mi ci viene sempre un sacco da da ridere e sorridere.
In parte la zona abruzzese ha già portato avanti qualche idea di come poter, mmmhhh, tra le altre cose, eh riutilizzare o utilizzare eh.. queste strutture emergenziali. Speriamo che anche nelle nelle nostre zone eh saranno, speriamo saranno fatte delle scelte importanti, costruttive, non non… e speriamo non si vada dietro alle solite dinamiche privatistiche, personalistiche che fanno sempre male a un… a un territorio. Che ne so, io ho chiaramente un punto di vista ancora legato alla mia professione tecnica, perché di questo mi occupavo e quindi ce l'ho un po' il tarlo in testa rispetto a… alla pubblica amministrazione, alla buona e meno buona pubblica amministrazione. Non è che nessuno sta criticando nessuno, perché è difficoltoso fare anche l'amministratore imposti così devastati dal punto di vista non solo sismico, anche a livello a livello sociale i numeri sono piccoli. Le persone che hanno la voglia e la capacità di poter fare, diciamo, l'amministratore pubblico, oggi si contano su mezza umano. Quindi da una parte mh non so cosa il futuro eh… ci presenterà. Questo lo proprio a livello anagrafico. Speriamo che queste persone che hanno voglia di fare gli amministratori non finiscano mai da un certo punto di vista. Però eh che vi dico? Mmmhhh… sono tanti dieci anni per poter pensare, ripeto, eh stasera ad approvare un progetto di ricostruzione di casa mia che per certi versi ho l'ho quasi rimossa dalle dalla quotidianetà, dalla dalla routine, da tutto quello che erano che era il gioco bello dei dei piccoli paesi, delle piccole comunità, dentro altre piccole comunità. Riavremo bei paesi, li riavremo sicuri. La natura non manca. L'aspetto ambientale è fantastico, sempre di più. Bisognerà capire chi godrà di questa di questo bel lavoro che probabilmente prima o poi verrà concluso e… eccetera eccetera. Non lo so, mi sono dato un'idea che un evento del genere tagli a livello urbanistico, a livello sociale, a livello proprio di vita normale, diciamo cinquant’anni: chi non… chi nascerà non ricordando quello che è successo, avrà sicuramente un approccio diverso, però chiacchiere da bar, però un po' un'idea me la… me la son fatta, ci vuole un doppio cambio generazionale perché chi ci si è trovato in mezzo spesso ha scelto per forza, per obbligo perché passati dieci anni viviamo tutti, l'ho già detto l'altra volta nel 2018, viviamo tutti in case diverse, in posti diversi, apriamo finestre diverse, guardiamo panorami diversi, quello che rimane è la vita quotidiana che deve… che non deve fermarsi al 2016. Poi, non è proprio facile, però bisogna riproporsi ehm e portare avanti comunque la vita personale, la vita della comunità, dei paesi o… di quello o di quello che resterà a conti fatti dopo tutto ‘sto processo, perché comunque pensare oggi, stasera, di fare una riunione per eh approvare un progetto di casa di ricostruzione… eh… io spero almeno nei prossimi quattro anni di rivedere sta questa struttura, questo edificio ricostruito e quindi saranno quindici e speriamo anche di star bene per certi versi. Così era un po' la la il punto il punto in questo momento del del 2025. Per il resto… Per il resto… è questo il momento in cui m ci sarebbe bisogno di di tanta energia e è proprio forse questo il momento in cui le energie proprio individuali mmmhhh vengono un po' meno, perché poi la vita di ognuno di noi, di ogni individuo è piena di di situazioni, di problemi, di problematiche, di cose belle, di cose personali e ragionare su situazioni anche tecniche, ritorno al progetto di casa mia, dopo 10 anni e a volte quasi… triste. Triste. Soprattutto perché sì, rifacciamo sta casa, io fortunatamente penso ai miei due nipoti che sono giovanissimi e si godranno loro. Io spero spero di di ricordarla e viverla bene anche io con mio fratello e tutta la famiglia, però l'idea che ci siamo dati è quello che magari ne godranno appunto i… i ragazzi più giovani che nel 2016 erano piccolissimi, quindi hanno le loro… i loro ricordi anche di tutta questa fase emergenziale, però poi sono sono cresciuti in questa fase che forse per loro è anche meno pesante, non lo so, si sono adattati molto meglio di noi. Noi assaporiamo ancora il prima… il prima tanto in ogni discorso… in ogni discorso c’è prima 2016, post/dopo 2016, per ogni cosa, per ogni ogni cosa che sia una cosa divertente, che sia una cosa lavorativa, che sia una cosa triste o bella. Quindi… sì, ero poco convinto prima, oggi vi dico… Oggi vi dico qual è la sensazione rispetto a un grande trauma eh generalizzato eh quando accade una un evento del genere. Quante cose sono successe dopo il 2016 anche solo in Italia, no? Alluvioni, disastri, morti eh… e quindi il 2016 è quasi caduto nel dimenticatoio. Arriveremo anche qui a una fase già vista e sentita dopo vent’anni. Ah, sti cavolo di terremotati ancora dopo 20 anni stanno a rompere le scatole. Io le vorrei rompere meno possibile le scatole, però eh prima eravamo energici anche sul sbattere i pugni sopra un tavolino, ora in parte ci facciamo andar bene quello che arriva. Siamo frettolosi nel… nel chiudere, aprire ste pratiche di costruzione perché non se ne può più, perché non vorremmo lasciare un po' di incombenze a… alle generazioni successive. E poi d'altra dall'altra parte non è tutto così semplice. Quello che va fatto va fatto con energie diverse, con con dei compromessi ben diversi oggi rispetto a sei-sette anni fa. Mh, sì, è vero, l'ho già detto prima, abbiamo sognato un po' su alcune di cose su alcune cose e… non lo so, faremo un prossimo aggiornamento tra sei-sette anni, magari chissà, forse in questo posto, forse in una casa ricostruita. Ecco la cagnetta Nilde che batte sulla porta. Ma vedi? Vedete quanto è brava? Ehm e quindi questo è no, a parte tutto è una cosa che che sia di buon auspicio per per me, ma per tutti quanti. E non so se si sente di fuori, ci sono i rumori di… di cantieri, ci sono rumori di movimento, un ritmo che volevamo ascoltare già anni fa. Ok, meglio tardi che mai, però ce ne vorrà ancora un po'. Sto cercando di… vabbè, io mi ricordo nella nell'altra nell'altra intervista, la possiamo chiama così, non lo so, non è un'intervista, parlo e… e a vanvera da solo. Avevo scritto un sacco di cose, no, durante quel periodo intenso, emergenziale, eccetera. È stato stato bello, rimangono i bei ricordi e spariscono più velocemente le cose le cose tristi o i disagi di quel di quel momento.
Ehm sì, fortunatamente il fatto che da noi non abbiamo avuto delle vittime causa del terremoto, parlo della della nostra zona dell'Altonera, oggi ci permette anche di… di riderci un po' sopra, di organizzare una cena per ricordarsi quando stavamo eh… che facevamo la vita da gypsy dentro i camper o le.. o le roulotte, però con un sorriso bello, no? Perché comunque determinati rapporti, determinate situazioni sono rimaste fortunatamente, anzi si sono rafforzate anche con quel gruppo di improbabili persone con cui abbiamo condiviso una bella parentesi della nostra vita da… da adulti, tra l'altro. Un anno che qualcuno direbbe un anno sabbatico, un un Erasmus serio di quando sei giovane. Io credo di essere stato anche un privilegiato di poter vivere un anno così, di poter esprimere tutto quello che c'avevamo dentro, rabbia compresa, però… eh… in maniera… come dire… eh per certi versi sana, sana sana, senza compromessi, senza condizionamenti, senza filtri, a parte il condizionamento oggettivo della situazione. Potevamo andare a Milano, potevamo andare a Palermo e abbiamo deciso di stare qui a casa nostra. Per forza. Che dire? Wow!
Mi mancano io son chiacchierone, no? Son super chiacchierone e mi mancano invece un po' le parole, no? Perché da una parte chiacchiero, mi sentite? Dall'altra e ripenso a… a tante cose, appunto a tante persone, a tante persone che non ci sono più. Non so se l'ho se l'ho detto già qualche anno fa. Qui vale l'unità 1, una unità 1 vale sempre 1000, sia quando arriva un'unità in più, sia quando se ne va, un'unità in meno. È sempre 1000 il rapporto perché in posti così piccoli per starci, per viverli, eh, se tu arrivi da solo ci devi avere l'energia per 1000. Per 1000. E purtroppo quando quando una persona invece se ne va da queste zone eh… è come se se ne vanno 1000 persone. Così mi vengono in mente diversi… diversi personaggi, diverse persone che non vedranno la fine di tutta ‘sta agonia della ricostruzione che, in un un modo o in un altro, non ce l'hanno fatta, ci l'hanno lasciato e forse uno stimolo per noi che ancora stiamo qui è quello di di fare qualcosa, di ricordare qualcosa anche per queste persone perché poi il tempo massacra tutto, no? Ti scorda di tutto, quindici anni, venti anni, a parte l'aspetto, non lo so, fisiologico di… rispetto alla memoria, la memoria a lungo termine, a breve termine, ci proiettiamo tutti in cose diverse e quindi, boh, arriveremo a un punto che ne saremo rimasti quattro gatti, che parleremo delle quattro cose… la nuova generazione non capirà quello che diremo… la generazione prima di noi sarà già andata tutta, diceva diceva il poro nonno mio «a fa la terra per i ceci», capito? Però a parte a parte le stupidaggini, questo è mmmhhh… dopo quasi dieci anni ti dico anche una cosa, parliamo di traumi: forse per tre o quattro anni non… personalmente non mi sono nemmeno reso conto di quanto ancora dovevamo scaricare da… eh… proprio come persone, come individui, e invece ti rendi conto che il vero grosso trauma ti arriva dopo i tre o quattro anni da un evento, quando ti fermi un po', quando cominci a rilassarti e è lì che ti arriva la la batosta grossa, ti arriva la lucidità per avere un po' il know-how completo di qu quello che è la tua vita, quello che ti circonda e di conseguenza riparti da lì, se ce la fai, perché poi il se ce la fai è fondamentale perché c'è chi non è voluto ripartire, c'è chi non è mai ripartito, c'è chi non ripartirà mai proprio a livello di… a livello personale. Speriamo… di aver salvato il salvabile perché dopo dopo tutto questo saranno passati vent’anni. Non ho dubbi in questo. Passatemi la battuta: fa a tempo a farne un’altro di terremoto dopo vent’anni… L'Appennino è famoso per questo. Speriamo non della della stessa intensità. Così. Ho finito un po'… ho finito un po' le… vorrei dire un milione di cose. Vorrei dire un milione di cose, ma prendiamoci un appuntamento ora tra quattro-cinque anni che magari la facciamo la facciamo nella casa ricostruita dei miei genitori, a Sorbo di Ussita. Qualche cosa anche lì sta in corso, dei cantieri son partiti. Chissà, sarebbe bello, no? Ste case nuove rifatte co’ sti colori sgargianti. Sì, dai, passatemi pure… pure sta battuta: il tempo avvalorerà anche l'estetica de… di questi paesi, speriamo, perché pare assurdo, io me sto a invecchià, no?... e essendo i vecchi che dicevano per essere bella una cosa «ce vole la patina de lu tempu». Eh, un po', un po' di vecchiu non ce sta male. È vero, è vero. A parte le battute, un saluto a chiunque.
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